Recensione a cura del blog Fra’s Bookstagram


“La Biblioteca del diavolo” edito da Newton Compton editori.
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DIVORATO IN TRE ORE😭💗
5/5⭐️
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Questo libro è stato un viaggio meraviglioso alla scoperta del passato, una realtà in cui anche il solo essere donna era pericoloso: IL MEDIOEVO. Le cose che mi hanno colpito maggiormente in questo romanzo sono state tre: la storia intrigante, il tempo in cui è ambientata la vicenda e la scorrevolezza della narrazione. Ho letto tanti storici in questi anni, ma non ne avevo mai letto uno così scorrevole. Non sono riuscita a smettere di leggerlo nemmeno per un secondo, ci ho provato e mi è salita l’ansia quindi sono corsa subito a rileggerlo. Lo stile dell’autore è incredibile, nel testo non sono presenti errori grammaticali e la sintassi è impeccabile. Per quanto riguarda la storia, me ne sono innamorata. Il libro narra le vicende di un Nobiluomo, Filippo, erede di un’antica dinastia, che dopo aver combattuto in terrasanta fa ritorno nella sua terra, dove è in corso una feroce caccia alle streghe. È proprio qui che assiste all’arresto di una giovane contadina, Eleonora, accusata (ingiustamente) di stregoneria. Filippo non capisce per quale ragione stiamo arrestando questa povera ragazza, così decide di intervenire e portare Eleonora via con se. Subito dopo Filippo viene convocato dal vescovo che decide di voler insegnare a Filippo l’arte della “caccia alle streghe”. Da qui inizieranno una serie di avvenimenti coinvolgenti che non vi faranno più staccare lo sguardo dal racconto. Devo dire che i colpi di scena sono tanti. Se decideste di leggerlo, sappiate che il finale vi distruggerà. Completamente inaspettato.

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L’importanza della critica e dell’autocritica

Spesso chi scrive ha un brutto rapporto con le critiche. Ancor più difficile risulta l’autocritca. A volte si ha tanta, forse eccessiva, fiducia nelle proprie capacità e, di conseguenza, difficoltà nell’accettare giudizi negativi sui propri libri. Ho letto e sentito parlare molto spesso di reazioni irritate di miei colleghi, che di fronte a recensioni negative rispondono stizziti, quando non letteralmente furiosi. Ovviamente, trovarsi davanti commenti negativi sulla propria opera non è esattamente l’esperienza più piacevole per un autore, tuttavia ho sempre considerato la critica seria e costruttiva un grande incentivo per la crescita.

Qualche giorno fa, mi sono imbattuto in una recensione negativa del mio primo libro. Inizialmente, come penso sia inevitabile, l’ho presa abbastanza male, perché dalle parole trapelava una certa delusione riguardo la trama e il suo svolgimento, quasi per nulla apprezzati. Tuttavia, la recensione terminava con queste parole: “l’autore deve crescere”. Leggendole ho messo da parte il mio dispiacere, perché chi le aveva scritte aveva colto con precisione quella che io stesso ritengo la principale problematica del mio primo lavoro: ho scritto La Biblioteca del Diavolo quando avevo diciannove anni, e da quel momento sono cresciuto e cambiato, sia come persona che come autore. Quello di scrivere, per come l’ho sempre concepito, è un lavoro in cui non si finisce mai di imparare, di studiare, di migliorarsi. Un autore non smette mai di crescere e deve accettare non solo la sua immaturità letteraria, ma anche che questa immaturità venga rilevata e criticata, per poterla comprendere e superare. È un percorso che attraversa tutta la sua vita, e che potrebbe non terminare mai.

Un podcast molto choosy

“I giovani sono choosy”. Lungi dall’essere esclusivamente l’infelice uscita di uno dei personaggi che hanno gravitato nel nostro governo, questa frase riassume la visione, fatta di luoghi comuni, che molte persone hanno verso i giovani. RadioKaosItaly, dando a una delle sue rubriche proprio il nome “choosy”, si propone il lodevole intento di sfatare questo pregiudizio. Ebbene, il “choosy” dell’ultima puntata sono stato proprio io 😎
Qui potete ascoltare il podcast completo:

Da Omero a Ungaretti: il viaggio di un’immagine

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#AlessandroTroisi

Nel VI libro dell’Iliade Omero racconta di come, durante i cruenti scontri fra Greci e Troiani, due guerrieri degli opposti schieramenti si preparino ad affrontarsi: sono Glauco e Diomede, appartenente all’esercito dardanide il primo, a quello acheo il secondo. Tuttavia, all’ultimo istante, Diomede ricorda che le loro famiglie sono strette da un antico legame di amicizia, risalente a molto prima del periodo bellico. Allora i due, anziché combattere, si scambiano reciprocamente dei doni. Nel dialogo che intercorre fra i guerrieri, Glauco riflette sulle stirpi umane, che si succedono rapidamente al fluire senza posa del tempo:

Come le foglie sono le generazioni degli uomini.
Le foglie alcune le getta a terra il vento, altre la selva feconda
nutre, quando giunge il tempo della primavera:
così le generazioni degli uomini, una nasce, una dilegua.

Questa similitudine incontrò uno straordinario successo, tanto da essere ripresa e reinterpretata da numerosi autori nelle epoche…

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L’illuminista cristiano: Manzoni e la sua religiosità progressista

La Miniera Blog

#Alessandro Troisi

La ragione della conversione al cristianesimo di Alessandro Manzoni resta un mistero. Leggenda vuole che lo scrittore abbia avuto un’improvvisa illuminazione mistica a Parigi, mentre vagava alla ricerca della moglie Enrichetta Blondel, perduta tra la folla oceanica radunatasi per assistere alle nozze di Napoleone e Maria Luisa d’Austria nel 1810. Probabilmente non sapremo mai in quale circostanza egli si decise ad abbracciare la fede, ma quel che è certo è che Enrichetta vi giocò un ruolo fondamentale: la ragazza era infatti una convinta credente di fede calvinista. Entrambi, successivamente, abbracciarono il cattolicesimo. La conversione e il sentimento religioso di Manzoni, tuttavia, non cancellarono quelle idee progressiste che si erano profondamente radicate nello scrittore, nato e cresciuto in un clima di fervente illuminismo. Nelle sue “Osservazioni sulla morale cattolica”, del 1819, egli riconosceva l’oscurantismo di cui la Chiesa si rendeva protagonista, ma sosteneva anche che bisognasse operare una distinzione…

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All’incontro letterario di oggi, organizzato da Officine culturali romane di Andrea Lepone, ci sarò anch’io! Ringrazio Cinzia Baldazzi e Andrea Lepone , we trust him per avermi coinvolto in questa bella iniziativa.

San Martino: l’emozionante bellezza della celebre poesia

Essendo da poco passato il giorno di San Martino, nel mio nuovo #articolo per “La Miniera” analizzo il componimento omonimo di Carducci, una delle più celebri #poesie italiane.

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#Alessandro Troisi

San Martino è una delle poesie più famose della letteratura italiana. Essendo da poco trascorsa la festività, celebrata l’undici novembre e associata tradizionalmente al vino (“San Martino, ogni mosto diventa vino”, recita un detto popolare), sembra quasi doveroso celebrare anche il componimento di Carducci, apparso per la prima volta nel 1883 e significativo per il suo linguaggio limpido e la sua forza evocativa. Nella sua semplicità, la poesia rappresenta un piccolo capolavoro in grado di sollecitare i sentimenti del lettore.

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Inserita nella raccolta Rime Nuove, del 1887…

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